34.1. Sistema solare#
34.1.1. Sistemi planetari#
Piano invariabile. Il piano invariabile di un sistema planetario è il piano passante per il centro di massa \(G\) del sistema e perpendicolare al vettore del momento angolare \(\vec{L}_G\) del sistema rispetto al centro di massa.
In prima approssimazione, un sistema planetario può essere considerato come un sistema chiuso e isolato, cioè senza scambi di massa con l’esterno e senza forze estrerne al sistema agenti su di esso.1 Rispetto a un sistema di riferimento inerziale, quindi
come conseguenza del secondo principio della meccanica di Newton (Axiom 12.3), la quantità di moto del sistema è costante. Si può quindi scegliere un sistema di riferimento inerziale con origine nel centro di massa del sistema: con questa scelta, la velocità del centro di massa del sistema rispetto all’origine del sistema di riferimento è identicamente nulla (essendo la velocità relativa tra due punti sempre coincidenti).
come conseguenza del bilancio del momento della quantità di moto (vedi equazioni cardinali della dinamica per sistemi chiusi), in assenza di momenti esterni \(\vec{M}_{G}^{ext} = \vec{0}\), e con polo coincidente con il centro di massa,2 il momento della quantità di moto del sistema \(\vec{L}_G\) è costante.
34.1.2. Coordinate terrestri#
34.1.3. Orbita della Terra#
- 1
Si considera un volume geometrico che contiene tutti i pianeti e le stelle del sistema planetario di interesse, trascurando eventuali corpi «piccoli» che possono transitare in questa regione per periodi di tempo limitati - come comete - e l’interazione gravitazionale di questi (di massa ridotta) e di altri corpi celesti (di distanza elevata) con i corpi del sistema planetario: questa risulta un’ipotesi adeguata se si ricorda l’espressione della legge di gravitazione universale di Newton, \(\vec{F} = - G M m \frac{\vec{r}}{|\vec{r}|^3}\), e la sua dipendenza proporzionale alla massa dei corpi e inversamente proporzionale alla distanza tra due corpi.
- 2
Si usa qui l’equazione dinamica del momento della quantità di moto \(\dot{\vec{L}}_H = - \dot{\vec{x}}_H \times \vec{Q} + \vec{M}^{ext}_H\), con la scelta del polo coincidente con il centro di massa del sistem, \(H \equiv G\). In assenza di momenti esterni \(\vec{M}_G^{ext} = \vec{0}\); se il polo \(H\) coincinde con il centro di massa del sistema, segue che \(\dot{\vec{x}}_G \times \vec{Q} = \vec{v}_G \times m_{tot} \vec{v}_G \equiv \vec{0}\), avendo espresso la quantità di moto del sistema come prodotto della massa totale e della velocità del centro di massa (Definition 11.1), e ricordando che il prodotto vettore tra due vettori paralleli è il vettore nullo.